scritto in prima persona e pubblicato nel 1982. Racconta la vita del giovane Henry Chinaski, alter ego dell’autore, durante la sua adolescenza in una Los Angeles periferica e segnata dalla Grande Depressione degli anni Trenta. La narrazione è un percorso di apprendistato alla vita fatto di ribellione, povertà, violenza familiare, esclusione sociale a causa di un’acne devastante, esperienze di scuola, piccole risse, primi rapporti sessuali, alcol e scoperta della scrittura come possibile via di salvezza e auto-conoscenza.
Il titolo “Panino al prosciutto” (traduzione dell’originale inglese “Ham on Rye”) simboleggia il protagonista che si sente come il “prosciutto” in un panino, cioè schiacciato e vittima delle circostanze. Il romanzo si chiude il 7 dicembre 1941, giorno dell’attacco a Pearl Harbor, che rappresenta un momento di svolta storico e personale. L’opera è caratterizzata da uno stile diretto, sarcastico e talvolta tenero, esplorando temi di alienazione, lotta interiore, rifiuto delle ipocrisie sociali e ricerca di libertà. È il primo libro di un ciclo autobiografico in cui Bukowski racconta la sua vita sotto pseudonimo, seguito da altri titoli come “Post Office” e “Factotum”.
Questa edizione è molto apprezzata in Italia, anche per la cura della traduzione e l’introduzione adatta alla comprensione del contesto storico e personale di Bukowski.

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