Nato a Cornuda (TV) nel 1938. Giovane si trasferisce a Milano dove consegue il diploma alla Scuola Superiore d’Arte Applicata all’Industria del Castello Sforzesco (anno 1960 circa) Inizialmente lavora come graphic-designer e art director in agenzie pubblicitarie, prima di dedicarsi completamente alla pittura. Prima mostra personale nel 1964 a Velbert (Essen), Germania. Negli anni Settanta si stabilisce a Roma e diventa uno dei protagonisti del cosiddetto “realismo magico” italiano. Dal 1992 vive e lavora a Imola (BO) fino alla sua scomparsa improvvisa il 7 ottobre 2018.
Stile e temi artistici
Titonel sviluppa una pittura figurativa, con forte attenzione al volto, allo sguardo, alla presenza umana immersa in spazi che suggeriscono qualcosa di sospeso o metafisico. Il suo linguaggio evolutivo: partendo dagli anni Sessanta con una sensibilità che guarda all’uomo primitivo, al segno sintetico, poi via via incorporando “nuovi primitivi” – graffiti urbani, gesti visivi, e infine negli ultimi anni dedicandosi a grandi dittici di volti. Critica: viene descritto come “uno dei più importanti pittori figurativi della sua generazione, un artista capace di dialogare senza subalternità con i maggiori esponenti di un certo realismo europeo e dell’iperrealismo americano.”
Principali tappe e riconoscimenti
Espone al Museo Civico di Bologna nel 1973. Espone al Museo d’Arte Contemporanea di Skopje nel 1974. Espone al Parlamento Europeo di Strasburgo nel 1994. Espone al Complesso del Vittoriano a Roma nel 2001. Espone al Museo Olimpico di Losanna nel 2005. Ha realizzato, tra l’altro, ritratti ufficiali per il Palazzo del Quirinale dei Presidenti della Repubblica e personaggi storici (Garibaldi, Mazzini, D’Azeglio, Cavour) e ha dipinto il quadro ufficiale di Benedetto XVI per il Vaticano collocato nella Galleria dei Papi in San Giovanni in Laterano. Le aste mostrano che le sue opere hanno un valore d’interesse nel mercato d’arte.
Perché è significativo
Titonel rappresenta un ponte tra la figurazione e la riflessione contemporanea: non solo “ritratto” o “paesaggio”, ma indagine sulle relazioni visive, sullo sguardo, sull’identità dell’uomo nella modernità. Il percorso dalla pubblicità alla pittura gli dà una sensibilità particolare per il segno, il comunicare visivo, che traspaiono anche nei suoi dipinti più “densi”. Le mostre recenti (es. “Osservano” 2017-18) mostrano come abbia continuato a innovare fino agli ultimi anni : grandi tele, dittici, volti che osservano e vengono osservati.

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