Piero Villani


Cornici addio

C’è qualcosa di liberatorio

nel lasciare un quadro senza cornice. Come se finalmente potesse respirare, vivere la stanza invece di esserne prigioniero.

Le cornici chiudono, definiscono, impongono un limite e io, i limiti, non li sopporto.

Preferisco poggiare un quadro su un mobile, lasciarlo lì, in bilico tra casualità e intenzione.

Domani forse lo sposterò altrove

su una mensola, per terra, contro una parete, vicino a una finestra dove la luce cambia tutto.

Mi piace che un’opera viva con me, che si muova, che partecipi ai miei umori e ai miei spazi.

Odio ciò che è statico. La casa, come la vita, deve respirare, mutare, accogliere il disordine creativo che racconta chi siamo.

Un quadro appoggiato non è un oggetto decorativo

è una presenza, un compagno silenzioso che si lascia guardare da angolazioni sempre nuove.

Forse è questo il senso

togliere la cornice, rompere il perimetro, lasciare che l’arte e con essa la vita non sia mai del tutto ferma.

avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

Published by


Lascia un commento