Piero Villani


La bellezza di Capo da Roca

Capo da Roca

è uno di quei luoghi in cui la terra sembra fermarsi per lasciare spazio all’infinito.

Chi arriva su questo promontorio il punto più occidentale dell’Europa continentale percepisce subito un sentimento antico : la sensazione di trovarsi davvero ai margini del mondo, dove l’orizzonte non ha confini e il vento porta con sé storie di naviganti.

Le scogliere, imponenti e frastagliate

si tuffano nell’oceano con una forza primordiale.

Le onde dell’Atlantico si infrangono contro le rocce con una potenza che è insieme minaccia e poesia.

Il faro, solitario e vigile, veglia su questo dialogo eterno tra mare e pietra, tra silenzio e tempesta.

È un luogo dove la luce cambia continuamente

Al tramonto, il cielo si incendia di arancioni e porpora, e ogni crepa della scogliera sembra vibrare di un bagliore antico.

Di giorno, invece, il vento che soffia costante scolpisce l’aria e rende tutto più nitido : i sentieri che attraversano la vegetazione bassa, il profilo delle rocce, perfino la schiuma delle onde sembra illuminarsi.

Ma la vera bellezza di Capo da Roca

non è solo paesaggistica.

È un’esperienza emotiva : un richiamo al viaggio, alla scoperta, alla consapevolezza che ci sono ancora luoghi capaci di farci sentire minuscoli e immensamente vivi allo stesso tempo.

Capo da Roca

Dove la terra

finisce

e l’oceano comincia a raccontare,

lì il vento porta voci antiche

di naviganti e tempeste.

Le scogliere,

giganti scolpiti dal tempo,

si gettano nell’Atlantico

come se volessero toccare

l’infinito.

Il faro veglia,

solo,

sull’eterno dialogo

tra pietra e mare,

tra silenzio e correnti.

La luce cambia,

respira:

al tramonto incendia il cielo

di porpora e mistero,

di giorno affila i contorni

di ogni onda,

di ogni respiro.

E in questo margine del mondo

il cuore comprende

la sua minuscola grandezza:

sentirsi niente,

sentirsi vivi,

sentirsi oceano.

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