Giada Bocellari

Formazione e carriera

Giada Bocellari è nata a Milano il 2 novembre 1984.  Si è laureata con lode in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2009.  Dal 2014 è iscritta all’albo degli avvocati di Milano.  Opera principalmente nel diritto penale e nella responsabilità amministrativa degli enti (ex d.lgs. 231/2001).  Ha collaborato come “cultore della materia” in diritto processuale penale presso la sua Università.  È co-fondatrice, insieme a un collega, dello BS Studio Legale con sede a Milano. 

Il ruolo nel caso Alberto Stasi / Chiara Poggi il delitto di Garlasco

Bocellari è nota al grande pubblico soprattutto per essere la difensore di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007.  Nel 2016 lei, insieme a un collega, fece emergere già in sede di difesa la presenza di un DNA maschile “ignoto” sotto le unghie della vittima, come elemento da non trascurare.  Recentemente (2025) Bocellari ha rivendicato l’esistenza di un “DNA completo, leggibile, nucleare e Y” fra le tracce un dato che, secondo lei, potrebbe essere decisivo nel far riaprire o rivalutare il caso.  Nel corso delle nuove indagini, ha denunciato pubblicamente sospetti di “pedinamenti”, presunte pressioni e contatti da parte di persone che avrebbero evocato pericolose teorie ad esempio riferimenti al satanismo come possibili piste alternative.  In un’intervista recente ha spiegato che per il suo assistito parlare dell’omicidio oggi “è pericoloso”, data la pressione mediatica e l’esposizione pubblica, pur ribadendo che lui sarebbe “lucido, consapevole e con forte interiorità”. 

Impegno professionale e attività extra-processuali

Oltre all’attività in tribunale, Bocellari è autrice di pubblicazioni in materia di diritto penale e responsabilità degli enti (ex d.lgs. 231/2001).  Ha partecipato come relatrice in convegni giuridici e in programmi di formazione.  È considerata parte della generazione di penalisti più giovani in Italia che affrontano casi mediatici complessi con approccio tecnico-giuridico e determinazione. 

Nelle cronache recenti (2025)

A giugno 2025, durante l’incidente probatorio sugli ultimi reperti del caso Poggi, Bocellari ha dichiarato che la difesa vuole verificare la catena di custodia e che la “spazzatura” e altri oggetti sequestrati — tra cui utensili da cucina saranno analizzati per rilevare eventuali DNA aggiuntivi.  A luglio 2025 ha sostenuto che l’impronta “33” trovata in casa Poggi secondo la difesa sarebbe compatibile con il tocco dell’altro indagato, il Andrea Sempio, e non con Stasi.  A novembre 2025, in un’intervista televisiva, ha ribadito che secondo lei l’impianto investigativo che ha portato alla condanna era monolitico e ha accusato le indagini di aver trascurato piste potenziali alternative che il suo team difensivo aveva individuato. 

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