testo di : Enzo Fratti-Longo

Nei quadri di Piero Villani, pittore italiano di profonda esperienza e visione espressionista-astratta, i Sudei non sono semplici porzioni di colore stese sulla superficie della tela: diventano territori emotivi, spazi di accoglienza dove l’occhio e il cuore dell’osservatore trovano rifugio e introspezione. 

Anche senza definizioni formali di figura o narrazione, questi ampi campi di colore – i Sudei – respirano come fossero organismi viventi. Essi non raccontano storie predefinite, ma offrono spazio, detengono tensioni affettive ampie e inesprimibili, e accolgono un’energia interiore che dialoga con chi guarda. 

Il colore come gesto e respiro

Il colore nei lavori di Villani non è mero ornamento o elemento decorativo: è la struttura primaria del suo linguaggio pittorico, la materia prima di una espressione che attraversa sogno, memoria e interiorità. Il colore pulsa, vibra, e si pone come un linguaggio emotivo puro, capace di tradurre sensazioni sottili prima ancora di forme definite. 

In questi Sudei, il colore si espande “come respiro”, invadendo lo spazio visivo con la stessa naturalezza di un soffio che entra ed esce. I pieni di colore – grandi campiture pigmentate generano una plasticità visiva che innalza il quadro dallo statuto di oggetto a quello di esperienza sensoriale e intuitiva. 

Campiture cromatiche : spazi di emozioni accese

Queste superfici non sono piatte o neutre : esse si animano di sfumature cangianti, di sfoci di tonalità che suggeriscono profondità e movimento interno. Il colore interagisce con la luce e con lo spazio circostante, creando campiture che danzano, si stratificano e si mescolano, richiamando sensazioni profonde piuttosto che descrivere oggetti riconoscibili. 

Ed è proprio questa stratigrafia di colori – vibranti e sensibili – che fa sì che i Sudei non rappresentino, ma accarezzino, non narrino, ma accolgano. Ogni campo cromatico diventa allora testimonianza del bisogno umano di spazio, di silenzio, di accoglienza emotiva. 

Il sogno e la fantasia come architetti del colore

La pittura di Villani spesso procede come un atto di sogno : i Sudei nascono dall’incontro tra un’urgenza espressiva interiore e la ricerca visiva di una forma che non sia mera figura. In questo senso, il colore è fantasia pura, un linguaggio che precede il pensiero logico e si stabilisce nel regno intuitivo delle emozioni. 

Ed è nelle zone di sovrapposizione cromatica, nelle transizioni impreviste di tono, che il colore cattura lo spettatore : come un sogno che si svela, progressivamente rivelando nuove profondità, nuove risonanze e nuove domande sul proprio mondo interiore. 

La plastica bellezza dei Sudei

Questa estetica non è mai fredda o concettuale; è corpo, potenza e vibrazione. Il colore si organizza in campiture piene, dense eppure dinamiche, che non si limitano a “essere” superficie, ma si trasformano in forme animate da tensioni cromatiche. È questa plasticità del colore che invita chi osserva a entrare, a smarrirsi e ritrovarsi dentro i quadri. 

Il colore non si limita qui a “riempire” spazi: li plasma, li articola, li carica di significato emotivo. Qui la tela stessa diventa paesaggio interiore, la superficie diventa architettura del sentimento, e i Sudei sono stanze senza soglia – luoghi dell’anima dove il vissuto e il desiderio trovano un proprio eco visivo. 

Conclusione : il colore come accoglienza

Nei lavori di Piero Villani, allora, i Sudei non sono mai solo colore steso su tela : essi incarnano spazi di introspezione, campiture che non guardano ma accolgono, territori del cuore che si dispiegano oltre ogni forma narrativa. In questa dialettica tra colore e spettatore, il quadro vive non solo come oggetto d’arte, ma come esperienza viscerale di sogno, emozione e contemplazione. 

PVLA/EFL@

Lascia un commento

I'm Emily

Welcome to Nook, my cozy corner of the internet dedicated to all things homemade and delightful. Here, I invite you to join me on a journey of creativity, craftsmanship, and all things handmade with a touch of love. Let's get crafty!

Let's connect