Trentino, caos après-ski: autisti dei bus sotto stress tra ubriachezza, aggressioni e turni saltati
MADONNA DI CAMPIGLIO Nelle ultime stagioni invernali il fenomeno dell’après-ski a Madonna di Campiglio si è trasformato in un incubo per gli autisti dei bus che servono la zona. Quello che doveva essere un servizio di collegamento per sciatori e turisti dopo la chiusura degli impianti è diventato teatro di episodi di violenza, aggressioni fisiche e condizioni di lavoro sempre più difficili.
Secondo le testimonianze raccolte dai sindacati, il flusso di giovani provenienti dai locali notturni dopo una giornata sulla neve porta con sé problemi che vanno oltre il divertimento: passeggeri in stato di evidente ebbrezza salirebbero sugli autobus molestando i colleghi autisti, insultando altri viaggiatori e creando situazioni di forte disagio a bordo. Non sono rare nemmeno le persone che vomitano all’interno dei mezzi, soprattutto nelle fasce orarie di punta tra le 18 e le 20.
Aggressioni e turni rifiutati
L’ultimo episodio risale al 13 dicembre, quando alla fermata di Javré un giovane ha reagito violentemente a bordo di un bus diretto verso Tione, sputando in faccia a un autista e colpendolo con un calcio al volto. Il collega intervenuto ha riportato un infortunio al ginocchio nel tentativo di fermare l’aggressione. Sul posto sono dovuti intervenire i carabinieri per sedare gli animi.
La situazione è tale che diversi autisti preferiscono mettersi in malattia o richiedere ferie, pur di evitare i turni più a rischio, secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali. La sicurezza degli operatori è infatti al centro delle preoccupazioni nei mesi invernali.
Fermate sospese e proposte in consiglio
Per tentare di limitare i disordini, Trentino Trasporti ha deciso di sospendere la fermata di Grosté, una delle più vicine a un popolare locale après-ski che talvolta propone anche spettacoli musicali di richiamo. Tuttavia, questa mossa pare non aver risolto il problema: i frequentatori dei locali si spostano semplicemente di qualche centinaio di metri per salire sui mezzi in altri punti lungo il percorso.
Di fronte all’escalation di episodi, la consigliera provinciale Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) ha presentato un’interrogazione al governatore chiedendo interventi più incisivi su sicurezza e controllo delle fermate. Tra le proposte avanzate vi sono la presenza di forze dell’ordine su turni critici, personale di sicurezza dedicato e un tavolo di confronto tra istituzioni, sindacati e operatori del settore per studiare soluzioni strutturali.
Richieste dei sindacati
Nel frattempo, i principali sindacati dei trasporti (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa) hanno partecipato a un tavolo provinciale convocato presso il Commissariato del Governo di Trento. Le richieste includono:
Corse ad hoc per la clientela degli après-ski, separate da quelle per residenti e lavoratori; Maggiore presenza di personale di assistenza a bordo; Controlli preventivi ai capolinea; Coinvolgimento dei locali nel supporto alla gestione del trasporto dei propri avventori.
Secondo i sindacati, un servizio pubblico che facilitasse la mobilità notturna non deve avvenire a discapito della sicurezza di chi lavora e degli utenti abituali che usano il bus quotidianamente.

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