indica l’insieme delle tradizioni, delle posizioni teologiche e soprattutto giuridico-istituzionali della Chiesa cattolica in Francia che, per secoli, rivendicarono una notevole autonomia dal papa, pur restando formalmente cattoliche.
Origine del gallicanesimo
Il gallicanesimo si sviluppa nel Medioevo e si consolida tra XIV e XVII secolo, in un contesto di tensione costante tra:
autorità papale potere del re di Francia episcopato francese
L’idea centrale era che il papa avesse un primato spirituale, ma non un potere assoluto sugli affari temporali e disciplinari della Chiesa francese.
I principi fondamentali
La formulazione classica è quella dei Quattro Articoli del 1682, promulgati sotto Luigi XIV :
Il papa non ha autorità sulle questioni temporali del re. I concili generali sono superiori al papa. Le consuetudini della Chiesa di Francia vanno rispettate. Le decisioni papali sono irreformabili solo con il consenso della Chiesa universale.
Caratteri distintivi
Forte nazionalizzazione della Chiesa Centralità del re nella nomina dei vescovi Diffidenza verso l’ultramontanismo (supremazia papale assoluta) Influenza del conciliarismo
Declino e fine
Il gallicanesimo entra in crisi con :
la Rivoluzione francese il Concordato del 1801 (Napoleone–Pio VII) soprattutto il Concilio Vaticano I (1870), che definisce il dogma dell’infallibilità papale, rendendo incompatibile il gallicanesimo classico con la dottrina cattolica ufficiale.
Eredità
Oggi la Chiesa gallicana non esiste più come realtà istituzionale, ma il suo spirito sopravvive :
nel dibattito su sinodalità e collegialità in alcune Chiese cattoliche “nazionali” e in movimenti cattolici indipendenti che si definiscono “gallicani” (non riconosciuti da Roma)

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