Piero Villani


Le Vanity Galleries

Le Vanity Galleries (spesso definite in Italia “gallerie affitta-pareti”) rappresentano un modello di business nel mondo dell’arte basato sul principio del “pay-to-play”.

A differenza delle gallerie d’arte tradizionali, che scommettono sull’artista e traggono profitto dalla vendita delle opere, queste strutture ribaltano il rischio economico: il loro guadagno non deriva dai collezionisti, ma direttamente dall’artista stesso.

Come operano concretamente

In una Vanity Gallery, l’artista paga una somma prestabilita per poter esporre le proprie opere per un periodo limitato.

I costi possono variare in base ai metri lineari di parete occupati, alla partecipazione a una mostra collettiva o a servizi aggiuntivi come l’impaginazione di un catalogo, l’organizzazione del vernissage o l’invio di comunicati stampa.

Il limite principale di questo sistema è la mancanza di una reale selezione curatoriale.

Poiché l’obiettivo primario della galleria è coprire le spese e generare profitto tramite le quote degli espositori, il criterio del merito artistico passa spesso in secondo piano rispetto alla disponibilità economica dell’autore.

Le criticità per la carriera artistica

Il termine “vanità” suggerisce che queste gallerie facciano leva sul bisogno di gratificazione immediata dell’artista. Tuttavia, nel sistema dell’arte contemporanea, questo approccio presenta diversi svantaggi :

Scarso valore nel CV

Curatori e galleristi esperti riconoscono facilmente i nomi delle Vanity Galleries.

Inserirle nel proprio curriculum spesso non aggiunge prestigio e, in certi casi, può persino danneggiare la reputazione professionale.

Assenza di vendita assistita

Dato che la galleria ha già incassato il suo profitto dall’artista, raramente ha un reale incentivo commerciale a cercare collezionisti o a promuovere le opere presso gli acquirenti che contano.

Isolamento critico

Poiché queste mostre mancano di una linea intellettuale o di una ricerca estetica coerente, vengono generalmente ignorate dalla critica specializzata e dalle riviste di settore.

Perché alcuni artisti le scelgono

Nonostante i rischi di immagine, queste realtà continuano a esistere perché offrono un servizio immediato.

Possono essere utili per chi dipinge per passione e desidera semplicemente uno spazio fisico dove invitare amici e conoscenti, o per chi ha bisogno di documentazione fotografica professionale del proprio lavoro allestito in un contesto espositivo reale, senza dover attendere i lunghi tempi di scouting delle gallerie di ricerca.
In definitiva, rappresentano una scorciatoia logistica che però raramente si traduce in un avanzamento concreto nella gerarchia del mercato dell’arte .

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