Secondo le autorità statunitensi, l’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine americane e ha visto l’intervento di unità d’élite come la Delta Force. Durante il raid, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati catturati e portati fuori dal territorio venezuelano. 

Gli Stati Uniti hanno lanciato un massiccio attacco militare sul Venezuela nelle prime ore di sabato 3 gennaio 2026, con bombardamenti aerei che hanno colpito la capitale Caracas e diverse installazioni strategiche. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tramite un post sulla sua piattaforma Truth Social, definendo l’operazione un “attacco su larga scala” e un successo militare. 

Cosa è successo durante l’operazione

Le esplosioni sono state avvertite poco prima delle 2:00 della notte locale (le 7:00 in Italia), scuotendo vari quartieri di Caracas e provocando blackout in alcune zone. Oltre alle basi militari, sarebbero stati colpiti anche obiettivi simbolici come la sede del Parlamento e il mausoleo di Hugo Chávez. 

Reazioni internazionali e situazione sul campo

Il governo venezuelano ha denunciato l’azione come una “gravissima aggressione militare”, denunciando l’attacco alle Nazioni Unite e chiedendo una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’ONU. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto prove di vita per Maduro e sua moglie, la cui posizione al momento non è stata confermata da fonti indipendenti. 

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha definito l’azione un colpo agli “obiettivi istituzionali” e ha schierato l’esercito alla frontiera per gestire eventuali flussi di rifugiati. Anche la Russia e l’Iran hanno criticato l’operazione, parlando di violazione del diritto internazionale. 

Risposta italiana

Il governo italiano, tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha dichiarato di seguire con “massima attenzione” l’evolversi della situazione, sottolineando l’importanza della sicurezza dei cittadini italiani presenti in Venezuela (circa 160 mila, tra espatriati, lavoratori e familiari) e mantenendo un canale diretto con la Farnesina e l’ambasciata a Caracas. L’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha invitato gli italiani nel Paese a restare nelle proprie abitazioni e limitare gli spostamenti per motivi di sicurezza. 

Le accuse e le conseguenze giudiziarie

Secondo fonti statunitensi, Maduro e sua moglie sono incriminati negli Stati Uniti per una serie di reati legati a narcotraffico e terrorismo. Il Dipartimento di Giustizia di Washington sostiene che i due saranno presto chiamati a rispondere davanti alla giustizia americana. 

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