La malavita albanese

spesso indicata nei media come mafia albanese o organised crime non è un “governo criminale” con regole interne codificate come una struttura statale, ma un insieme di reti criminali organizzate, spesso flessibili, familiari e territoriali, che operano tanto in Albania quanto a livello transnazionale. Le autorità albanesi e partner internazionali adottano varie strategie di gestione e controllo, sia sul versante repressivo sia su quello preventivo, per contrastare queste reti. Ecco una panoramica approfondita e aggiornata:

La natura della malavita albanese

Struttura e modus operandi

Le organizzazioni criminali in Albania non costituiscono un’unica “mafia” gerarchica centralizzata, ma reti di clan familiari e gruppi criminali con legami di sangue o regionali, soprattutto dal nord del paese.  Questi gruppi operano in modo flessibile e decentralizzato, adattandosi velocemente alle pressioni delle forze dell’ordine e ai cambiamenti del mercato criminale.  Le attività principali includono traffico di droga (specialmente cocaina e cannabis), traffico di esseri umani, contrabbando, estorsioni, racket, riciclaggio di denaro e corruzione istituzionale. 

Azione delle autorità albanesi

Unità specializzate contro il crimine organizzato

In Albania è stata istituita la SPAK (Special Structure against Corruption and Organized Crime), un organo investigativo e prosecutorio indipendente dedicato all’indagine e al perseguimento di grandi gruppi criminali, corruzione e riciclaggio, anche ad alto livello politico e istituzionale.  SPAK usa strumenti avanzati come wiretapping (intercettazioni), sequestri di beni, indagini finanziarie e cooperazione internazionale per smantellare reti criminali e colpire i vertici delle organizzazioni. 

Forze di polizia e unità speciali

La polizia statale albanese e reparti speciali come RENEA (unità di neutralizzazione e contro-terrorismo) vengono impiegati per operazioni ad alto rischio, raid contro coltivazioni, sequestri di droga e situazioni di violenza armata.  Operazioni come “Force of Law” (Plan i Forcës së Ligjit) tracciano e smantellano decine di gruppi criminali e ne monitorano i territori di influenza. 

Processo giudiziario e cooperazione internazionale

Procedimenti e arresti

Negli ultimi anni le autorità hanno incriminato e accusato centinaia di individui per reati legati alla criminalità organizzata, tra cui traffico di droga, omicidi, estorsione e riciclaggio.  L’azione di estradizione e arresto coordinato con altri paesi, come Italia ed Ecuador, ha portato al fermo di importanti boss e membri chiave di reti transnazionali. 

Cooperazione internazionale

La collaborazione con agenzie UE (Eurojust, Europol), FBI e forze dell’ordine europee è essenziale per intercettare e arrestare membri di reti albanesi che operano all’estero.  Operazioni congiunte italo-albanesi hanno portato all’arresto di decine di sospetti coinvolti in traffico di stupefacenti e riciclaggio. 

Ostacoli e difficoltà nella gestione

Corruzione

Elementi di corruzione all’interno delle forze dell’ordine e della magistratura rendono complicato il contrasto alla malavita organizzata. Alcuni agenti e funzionari sono stati implicati in affari criminali o nel facilitare attività illecite. 

Infiltrazione socio-politica

Alcuni gruppi hanno saputo infiltrare o influenzare politici locali e amministrazioni, rendendo più difficile la piena applicazione della legge in certe aree. 

Sfide legislative

La mancanza di una legislazione completa contro tutte le forme di racket (ad esempio non tutti i paesi riconoscono penalmente certe pratiche di protezione illegale/estorsione) limita l’efficacia delle indagini e delle condanne. 

In sintesi

La malavita albanese è gestita e controllata tramite un mix di strumenti di repressione, investigazione, cooperazione internazionale e riforme giudiziarie.

Le autorità cercano di smantellare gruppi criminali, arrestare leader e sequestrare beni. 

Operazioni speciali e unità antiterrorismo affrontano casi violenti o strutturati. 

SPAK rappresenta un fulcro nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. 

La cooperazione internazionale è fondamentale per contrastare le reti transnazionali. 

Restano problemi di corruzione, legami con il potere politico e lacune normative che rendono il controllo difficile. 

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