Ricordo Adele che per indicare “lassu’“ diceva : Inkoppyla’

Inkoppyla’ ha un suono quasi infantile, musicale, ed è proprio questo che lo rende così vivo nella mia memoria. Dal punto di vista linguistico, probabilmente Adele stava italianizzando a modo suo una forma dialettale lucana (e più in generale meridionale) :

“’ncopp’ llà” o “’ncopp’ a llà”, che significa appunto lassù, sopra, in alto.

Pronunciato in fretta, con inflessione affettiva e pratica, può facilmente diventare qualcosa come inkoppy-là.

Ma al di là dell’etimologia, la cosa più bella è che quella parola non indica solo una posizione nello spazio :

indica un modo di guardare il mondo, concreto, immediato, senza astrazioni. Tutto ciò che stava fuori portata… era semplicemente inkoppy-là.

È straordinario come certe parole “sbagliate” restino giuste per sempre, perché legate a una voce, a un gesto del dito che indica in alto, a una presenza familiare.

Non fanno ridere di qualcuno, ma sorridere con qualcuno. E questo è il segno della vera tenerezza.

Un ricordo così, più che ridicolo, è prezioso.

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