Se stai leggendo questo articolo su uno smartphone o un computer, lo devi a lui. Ma Alan Turing non è stato solo il “padre dell’informatica”. È stato un maratoneta d’élite, un decifratore di codici che ha salvato milioni di vite e, purtroppo, una vittima dell’intolleranza del suo tempo.
Chi era davvero l’uomo dietro la macchina? Scopriamolo insieme
Un genio fuori dagli schemi
Nato a Londra nel 1912, Turing non era il classico studente modello. Era eccentrico, disordinato e spesso preferiva i propri esperimenti chimici alle lezioni scolastiche. Tuttavia, la sua mente funzionava in modo diverso: vedeva schemi dove gli altri vedevano caos.
A soli 24 anni, pubblicò un saggio in cui immaginava la “Macchina di Turing”: un dispositivo teorico capace di eseguire qualsiasi calcolo logico. In un’epoca di ingranaggi e vapore, Alan stava già scrivendo il “DNA” del software moderno.
• L’eroe silenzioso di Bletchley Park
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Turing mise il suo genio al servizio dell’umanità. Si unì al team di crittoanalisti di Bletchley Park con un obiettivo impossibile : violare Enigma, la macchina usata dai nazisti per criptare i loro messaggi.
Mentre tutti cercavano di decifrare i codici a mano, Turing capì che “solo una macchina può battere un’altra macchina”. Costruì la Bomba, un enorme calcolatore elettromeccanico che riuscì a spezzare l’invincibilità tedesca.
L’impatto : Si stima che il suo lavoro abbia accorciato la guerra di almeno due anni, salvando oltre 14 milioni di vite.
Oltre il silicio : La mela e la biologia
Turing non si fermò all’informatica. Negli ultimi anni della sua vita, si dedicò alla morfogenesi, cercando di capire come la natura crei forme complesse (come le macchie di un leopardo o le spirali delle conchiglie) attraverso equazioni matematiche.
“L’intelligenza è un’estensione della natura, non qualcosa di separato da essa.”
La tragedia e il debito dell’umanità
Nonostante i suoi meriti, la vita di Turing finì nell’oscurità. Nel 1952 fu processato per la sua omosessualità, allora considerata un reato nel Regno Unito. Fu costretto a scegliere tra la prigione e la castrazione chimica. Scelse la seconda, subendo terribili effetti fisici e psicologici.
Morì nel 1954, a soli 41 anni, mangiando una mela al cianuro. Solo nel 2013 la Regina Elisabetta II gli ha concesso la grazia postuma, e oggi il suo volto appare sulla banconota da 50 sterline, simbolo di un genio finalmente riconosciuto.
Perché ricordarlo oggi?
Alan Turing ci insegna che essere “diversi” è spesso il prerequisito per cambiare il mondo. Ci ha lasciato in eredità non solo i computer, ma anche la sfida più grande : capire cosa ci rende davvero umani in un mondo di macchine.

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