Per Piero Villani, l’arte non è una pratica separata dalla realtà, ma un vero e proprio modo di vivere. Egli affronta la vita con un impegno totale, paragonabile alla devozione di un fedele verso la propria divinità. Questo suggerisce una visione della vita in cui ogni azione e ogni mestiere (sia esso artistico o professionale) debbano essere vissuti con dedizione assoluta e cura “artigianale”.
La “Pseudo Forma” e l’Interiorità
Il concetto di Pseudo Forma sembra legarsi alla capacità dell’opera di tradurre i “sogni interiori” e le emozioni. Villani vede la vita non come una struttura rigida, ma come un flusso di :
Sensazioni e Linee
Un continuo modificare il corso dei colori e delle emozioni.
Labirinti
Le sue opere sono spesso descritte come labirinti, metafora di una vita che stupisce per i messaggi che trasmette e per la complessità dei percorsi interiori che obbliga a intraprendere.
Impegno e Trasformazione
Il suo percorso (che spazia dalle prime mostre di impegno sociale e politico negli anni ’60 fino alla maturità artistica e accademica) indica una visione della vita basata sulla trasformazione costante. La vita è intesa come un processo di ricerca continua in cui l’individuo :
Sperimenta il dissenso e il confronto con la società.
Affina il proprio “mestiere” attraverso l’attenzione ai particolari.
Ricerca una sintesi tra la propria professione e la propria sensibilità creativa.
In sintesi, per Villani la vita sembra essere un’opera d’arte in divenire, dove la forma esteriore (la “pseudo forma”) è il risultato visibile di una febbre immaginativa e di una profonda ricerca di significato.
PWG@

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