rappresenta un punto d’incontro cruciale tra la ricerca formale sull’estetica della superficie e la militanza politica. In quel periodo, la tela smette di essere uno spazio di rappresentazione per diventare un luogo di azione, un campo di battaglia dove il “fare” artistico coincide con il “sentire” sociale.

Ecco i punti chiave per comprendere come il gesto proletario si sia tradotto nella sua pratica artistica :

La Superficie come Memoria del Lavoro

Per Piero Villani, la sensibilità della superficie non è puramente decorativa o astratta. Negli anni ’70, la materia pittorica viene trattata con una fisicità che richiama il lavoro manuale.

Il gesto dell’artista mutua la ripetitività e la fatica dell’operaio in fabbrica :

La stratificazione

L’accumulo di materiali poveri o pigmenti densi richiama la crosta urbana e i muri delle periferie operaie.

L’erosione

Il segno non è “disegnato”, ma spesso scavato o abraso, simulando l’usura del tempo e dei macchinari.

Il Gesto Proletario . Etica della Fatica

Il termine “gesto proletario” in Villani indica una scelta etica : rifiutare il virtuosismo borghese a favore di una pittura-oggetto che sia onesta e scarna.

L’urgenza

La stesura del colore diventa un atto di protesta. C’è una tensione palpabile, una mancanza di compiacimento estetico che riflette il clima delle lotte sindacali e dei movimenti studenteschi dell’epoca.

Materialità

L’uso di supporti non convenzionali e di tecniche che negano la profondità prospettica serve a riportare l’arte alla dimensione della realtà quotidiana e materiale.

La Dimensione Politica del Segno

In questo ventennio, il segno di Villani si fa spesso inciso, quasi fosse un graffito di protesta.

Il Muro come metafora

La superficie diventa il “muro” della città, il luogo dove si affiggono i manifesti e dove si scrivono gli slogan. Anche quando il contenuto non è esplicitamente figurativo, l’energia impressa sulla tela comunica un senso di opposizione e resistenza.

Colore e Significato

Le tonalità spesso cupe, terrose o i contrasti violenti servono a veicolare un disagio esistenziale che è, allo stesso tempo, un disagio di classe.

Nota di sintesi

L’urgenza sociale in Villani non si esaurisce nel tema trattato, ma risiede nella natura stessa dell’esecuzione. È una pittura che non vuole “descrivere” la rivoluzione, ma vuole essere essa stessa un atto di rottura e di affermazione di una nuova sensibilità popolare.

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