Sergio Rodella (1949–2022) è stato uno scultore italiano noto in particolare per il suo legame con studi e opere legate alla Sacra Sindone di Torino.
Chi era
Nato a Noventa Padovana nel 1949, Rodella si diplomò all’Accademia di Belle Arti di Venezia e visse a Tombelle di Vigonovo (Venezia). È stato docente d’arte oltre che artista affermato, con una produzione che spaziava dalla scultura sacra a opere monumentali. È morto all’età di 73 anni, lasciando una forte eredità nel panorama artistico sacro italiano.
Il suo lavoro sulla Sacra Sindone
Rodella è particolarmente ricordato per la realizzazione di una scultura tridimensionale basata sulla Sacra Sindone, ovvero il lenzuolo di lino conservato a Torino, ritenuto da molti cattolici come il telo che avvolse il corpo di Gesù dopo la crocifissione.
Collaborazione scientifica : Il progetto fu portato avanti in collaborazione con un gruppo di ricerca dell’Università e dell’Ospedale di Padova, guidato dal prof. Giulio Fanti (docente di Misure Meccaniche e Termiche) e altri specialisti. Obiettivo : Partendo dai dati bidimensionali delle immagini presenti sul telo sindonico, Rodella contribuì alla ricostruzione di un modello tridimensionale a grandezza naturale dell’uomo che vi fu avvolto, cercando di tradurre le informazioni visive in proporzioni corporee realistiche. Risultati e caratteristiche : Il modello realizzato ha suscitato interesse perché riproduce posture, ferite e proporzioni coerenti con le tracce lasciate sulla Sindone.
Diffusione dell’opera
La statua dell’ “Uomo della Sindone” è stata esposta in diverse sedi e ha ricevuto attenzione mediatica e culturale, anche come parte di mostre o eventi legati alla riflessione sulla passione di Cristo. Sono state realizzate più copie dell’opera, alcune delle quali sono collocate in luoghi pubblici o ecclesiastici, tra cui una sulla Scalinata Santa in Vaticano e una nella Cattedrale di Oviedo (Spagna).
In sintesi, Sergio Rodella è una figura di riferimento per l’incrocio tra arte, scienza e fede legato alla Sacra Sindone, ricordato soprattutto per aver trasformato l’immagine sindonica in una scultura tridimensionale significativa sia artisticamente sia come contributo iconografico alla storia della Sindone.

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