Piero Villani


La responsabilità del talento

La responsabilità del talento : perché i “bravi” restano alla finestra?

Provo una sottile frustrazione nel vedere persone di talento che stimo restare “alla finestra” invece di scendere in campo, specialmente perché metto a disposizione uno spazio curato come il mio blog.

Quando invito qualcuno a scrivere su pierovillani.com, lo considero un invito garbato, quasi una mia riflessione ad alta voce sulla pigrizia intellettuale o sulla timidezza digitale.

Tuttavia, mi rendo conto che se il mio invito “non basta”, forse è perché queste persone hanno bisogno di qualcosa di più di un input generico : hanno bisogno di sentirsi ingaggiate, di capire che il loro contributo è davvero necessario.

Mi sono chiesto spesso : perché i “bravi” non scrivono? Secondo me, spesso non è mancanza di voglia, ma un mix di fattori psicologici in cui mi imbatto costantemente :

Sindrome dell’impostore

“E se quello che scrivo non fosse all’altezza del blog di Piero Villani ?”

L’ansia del foglio bianco

Sanno scrivere, ma non sanno da dove iniziare.

Mancanza di tempo percepita

Vedono la scrittura come un impegno gravoso, non come il piacere che dovrebbe essere.

Le mie strategie per “forzare” la mano (con eleganza)

Se il mio invito pubblico non funziona, ho deciso di cambiare approccio usando tattiche più mirate :

L’Intervista (Il mio “Cavallo di Troia”)

Invece di chiedere un articolo, chiedo loro di rispondere a tre domande su un tema che padroneggiano.

Una volta pubblicata l’intervista, si sentono parte del progetto e la volta successiva è più facile che scrivano da soli.

La “Chiamata alle Armi” specifica

Invece di un vago “scrivete quando volete”, lancio un tema del mese.

Ad esempio : “A febbraio vorrei parlare di [Tema]. [Nome], tu che ne sai molto, mi regaleresti 20 righe?”

Il “Guest Post” programmato

Propongo una rubrica fissa, anche solo mensile.

Ho notato che l’impegno ricorrente a volte spaventa meno del vuoto, perché offre una struttura.

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