Rocco Siffredi non abdica : a 61 anni torna sul set e sfida il mondo dei Content Creator
C’è chi a 61 anni inizia a pensare alla pensione e chi, come Rocco Siffredi, decide che è il momento perfetto per l’ennesimo “nuovo inizio”. Nonostante i numerosi annunci di ritiro (quattro, per la precisione: a 40, 50, 55 e ora a 61 anni), il re dell’hard ha sorpreso tutti tornando nuovamente davanti alla macchina da presa. Ma non aspettatevi il solito cinema per adulti a cui eravamo abituati. Questa volta, la sfida ha un sapore diverso e parla il linguaggio del digitale.
Il nuovo progetto: “My Fantasy with Rocco”
Il ritorno di Siffredi non è una semplice operazione nostalgia, ma una risposta all’evoluzione del mercato. Il progetto si chiama “My Fantasy with Rocco” ed è cucito su misura per l’universo dei content creator. In un mondo dove le vecchie gerarchie dell’industria sono state messe in crisi da piattaforme come OnlyFans, Rocco si adegua: “È tutto un altro mondo”, spiega. Oggi le protagoniste non sono più semplici attrici, ma “imprenditrici di se stesse”, coinvolte direttamente nella creazione e nella proprietà dei contenuti.

Mettersi in gioco tra dubbi e allenamento ferreo
Perché tornare proprio ora? Oltre alla voglia di sperimentare i nuovi modelli produttivi, per Rocco si tratta di una sfida personale contro il tempo. “Sarò ancora capace? Le ragazze vorranno girare con me?”: sono queste le domande che lo hanno spinto a testare i propri limiti. Tuttavia, il ritorno non è stato affatto una passeggiata. Siffredi ha ammesso che, alla sua età, la preparazione fisica è tutto :

“Senza allenamento non vai da nessuna parte”.

Dietro le luci del set c’è stato un percorso fatto di fatica, rigore e sessioni intensive in palestra per poter sostenere i ritmi della scena.

Un’icona che si evolve
Che lo si ami o lo si critichi, Rocco Siffredi dimostra ancora una volta una capacità fuori dal comune di leggere i tempi che cambiano. In un’epoca in cui il porno industriale sembra cedere il passo al “fai-da-te” digitale, lui sceglie di non restare a guardare dietro le quinte come regista o produttore, ma di metterci (ancora una volta) la faccia e il corpo .

Voi cosa ne pensate? È giusto che un’icona come lui continui a mettersi in gioco o preferireste vederlo definitivamente nel ruolo di “mentore” per le nuove generazioni?

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