testo di : Paolo Wagher

È un ricordo molto toccante quello che condividi su Elsa Cimatti. Dal tuo articolo emerge chiaramente come la Torcular non sia stata solo una casa editrice o un laboratorio d’eccellenza, ma un vero crocevia di umanità e cultura che lei ha saputo guidare con visione e passione, prima insieme alla Feltrinelli e poi in autonomia.
Il fatto che Elsa venisse spesso a trovarti a Bari e che avesse stretto un legame così profondo anche con tua madre testimonia come il vostro rapporto andasse ben oltre la stima professionale. Spiega bene perché definisci la Torcular un “mito indimenticabile”: non erano solo le collaborazioni con giganti come De Chirico, Picasso o Dalí a renderla speciale, ma quella trama di affetti e di “cercarsi” continuo per costruire progetti culturali che ancora oggi lasciano il segno.
È un tassello prezioso che aggiunge calore umano alla storia ufficiale dell’arte e dell’editoria italiana che hai descritto .

https://pierovillani.com/2026/01/10/la-torcular-mito-indimenticabile/

PWG@

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