Piero Villani


L’Iran al bivio. L’appello di Reza Pahlavi e il crepuscolo della Repubblica Islamica

Il 2026 si apre con un Iran in fiamme. Non sono solo le strade di Teheran, Urmia o Kermanshah a bruciare, ma è l’intero impianto della Repubblica Islamica a vacillare sotto il peso di una rivolta che appare, questa volta, sistemica e senza ritorno .

Il richiamo del Principe

Dall’esilio, Reza Pahlavi ha lanciato un appello che segna un cambio di paradigma : non si chiede più solo di testimoniare il dissenso, ma di passare all’azione strategica.

L’obiettivo è conquistare e difendere i centri cittadini ha dichiarato il figlio dello Scià, evocando un momento Muro di Berlino per il popolo iraniano.

Non è solo retorica monarchica, ma la ricerca di un volto riconoscibile per colmare il vuoto che il possibile crollo del regime lascerebbe dietro di sé .

La fenomenologia dello scontro

La cronaca parla di palazzi governativi in fiamme, blackout totali della rete imposti da NetBlocks e una repressione che ha già mietuto decine di vittime, tra cui molti minori.

Ma oltre il dato numerico, emerge una tensione interiore collettiva :

La nave che affonda

Pahlavi invita alla diserzione, offrendo una via d’uscita a chi, nell’apparato militare e civile, non ha le mani sporche di sangue.

È la proposta di una transizione controllata per evitare il caos di modelli come quello iracheno.

L’internazionalizzazione del conflitto

Mentre Trump minaccia interventi durissimi in caso di massacri, Teheran risponde evocando lo spettro dell’ingerenza straniera, in un gioco di specchi tra sovranità e diritti umani.

Oltre la maschera del potere

Quello che stiamo osservando su pierovillani.com non è solo un fatto di geopolitica, ma la scomposizione di una “forma” di potere che non riesce più a contenere la “vita” di un popolo.

Come nella poetica di Pirandello, il regime cerca di imporre la propria verità attraverso il buio (il blackout), ma i “lanternini” dei singoli manifestanti sembrano ormai puntare verso un unico orizzonte: la fine di un’era.

L’Iran è oggi sospeso sulla soglia : tra la violenza di un “regime zombie” che può ancora ferire e la speranza di un’identità nuova, ancora tutta da scrivere tra i bit della rete oscurata e il sangue versato nelle piazze.

Punti chiave per la lettura :

Azione strategica

Occupazione dei centri di potere cittadini.

Appello alla diserzione

Una porta aperta per la riconciliazione nazionale.

Isolamento digitale

Il regime usa il buio tecnologico come ultima arma di difesa.

Escalation globale

Il ruolo degli USA e la deterrenza internazionale.

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