Dalla Relazione al Consumo
Nella Love Boat, il cuore del viaggio era l’interazione umana : il capitano che accoglieva gli ospiti, le cene di gala come rito sociale, la ricerca dell’incontro romantico.
Oggi, la crociera è un’estensione della fenomenologia urbana. Le navi sono distretti del divertimento dove l’ospite non è più un “viaggiatore”, ma un consumatore di esperienze pre-confezionate : simulatori di volo, parchi acquatici, centri commerciali e teatri ad alta tecnologia.
La Democratizzazione (e la Standardizzazione)
Il mito della crociera d’élite è crollato per fare spazio a un turismo globale accessibile.
Questo ha portato a :
Dimensioni colossali : Navi che ospitano oltre 6.000 persone, dove l’identità del singolo si perde nel flusso della folla.
Estetica del “Troppo”: L’eleganza sobria del passato è stata sostituita da un’estetica massimalista, fatta di luci LED, materiali sintetici e un design che deve stupire costantemente per giustificare il prezzo del biglietto.
La Nave come Destinazione, non come Mezzo
Un tempo la nave era il mezzo per raggiungere porti esotici. Oggi, per molti passeggeri, la nave è la destinazione. Il mondo esterno (le città toccate durante lo scalo) diventa quasi un rumore di fondo o un set fotografico per una rapida escursione di poche ore, prima di tornare nel ventre protettivo e climatizzato del gigante d’acciaio.
Una Nuova Sociologia dello Spazio
Riprendendo concetti cari alla critica estetica contemporanea, la crociera moderna può essere vista come un “non-luogo” o, paradossalmente, come un iper-luogo dove tutto è sotto controllo. Non c’è più spazio per l’imprevisto o il silenzio delle immagini marine; ogni momento è riempito da animazione, musica e sollecitazioni visive.
In breve, siamo passati dal romanticismo dell’orizzonte al pragmatismo del divertimento.
La nave non galleggia più solo sull’acqua, ma su un mare di dati, logistica e marketing emozionale.
PVL@

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