Piero Villani


La geografia invisibile : mappe e quartieri del sesso a pagamento a Bari

Il volto di una città non è fatto solo di architetture monumentali o flussi turistici; esiste una topografia parallela, meno visibile ma estremamente ramificata, che ridisegna i confini urbani attraverso il mercato del sesso.

Un recente approfondimento su Bari ha sollevato il velo su questa “geografia nascosta”, rivelando come il fenomeno delle escort e degli appartamenti privati stia trasformando il tessuto sociale di diversi quartieri.

Una mappatura che attraversa la città
Se un tempo la prostituzione era legata a luoghi fisici e marginali (le strade extraurbane o i moli), oggi la rete e le piattaforme di annunci hanno spostato il baricentro all’interno dei condomini. Bari si presenta come un mosaico complesso:

Il Quadrilatero e il Centro Qui l’offerta è alta e spesso rivolta a una clientela business o di passaggio. Gli appartamenti in zone di pregio garantiscono discrezione e anonimato, mimetizzandosi tra studi professionali e abitazioni di lusso.

Poggiofranco e Carrassi Quartieri residenziali che vedono una densità crescente di annunci. In queste zone, il fenomeno assume una dimensione quasi “domestica”, inserendosi silenziosamente nella quotidianità della classe media.

Libertà e San Pasquale Aree caratterizzate da una forte mobilità e da un mercato più variegato, dove la geografia del sesso riflette le contraddizioni di quartieri in bilico tra gentrificazione e degrado.

Oltre l’annuncio: la digitalizzazione del fenomeno Il dato che emerge con forza è il ruolo cruciale del web. Il “Dossier Bari” evidenzia come le mappe non siano più tracciate solo dai passi sui marciapiedi, ma dai clic sui portali specializzati. Questo ha portato a una frammentazione del fenomeno : non esistono più “zone rosse” chiaramente identificate, ma una presenza pulviscolare che interessa l’intera pianta organica della città.

Riflessioni sulla fenomenologia urbana

Dal punto di vista della sociologia urbana, questa realtà pone interrogativi profondi sulla percezione dello spazio pubblico e privato. L’appartamento, luogo tradizionalmente deputato all’intimità familiare, diventa un nodo di una rete commerciale globale e immateriale. Questa “geografia del silenzio” ci restituisce l’immagine di una Bari inedita, dove il confine tra il visibile e l’invisibile si fa sempre più sottile, obbligandoci a guardare oltre le facciate dei palazzi per comprendere le dinamiche reali che muovono l’economia e le relazioni all’interno della metropoli adriatica.

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