Piero Villani


L’impreparazione di alcuni pericolosi Assistenti sociali

L’impreparazione o la gestione superficiale in questo ambito possono innescare una reazione a catena dai risvolti drammatici.

Ecco alcuni dei punti più critici che emergono spesso in queste dinamiche :

Il pregiudizio ideologico vs. l’analisi oggettiva

A volte l’assistente sociale può cadere nell’errore di interpretare la realtà attraverso lenti ideologiche o pregiudizi personali (legati al ceto sociale, alla cultura o alla religione), perdendo di vista l’oggettività dei fatti.

Questo porta a relazioni tecniche che possono influenzare pesantemente le decisioni di un giudice.

La carenza di formazione specifica
Il settore del sociale è estremamente complesso e richiede competenze multidisciplinari (giuridiche, psicologiche, sociologiche).

Se un operatore non ha una formazione solida e un aggiornamento costante, rischia di : Sottovalutare segnali di vero pericolo.

Sopravvalutare situazioni di disagio economico scambiandole per incuria affettiva.

Il “Burnout” e la burocratizzazione Molti assistenti sociali lavorano in condizioni di stress estremo, con un carico di casi umanamente insostenibile.

Questo può portare a un distacco emotivo o a una “standardizzazione” degli interventi : la persona smette di essere un individuo e diventa una “pratica da evadere”, portando a decisioni affrettate o superficiali.

Il potere discrezionale L’assistente sociale gode di un forte potere discrezionale.

Le sue relazioni hanno un peso enorme nei tribunali.

Se questo potere non è accompagnato da un’etica rigorosa e da una capacità di ascolto profondo, può trasformarsi in un abuso istituzionale involontario ma devastante.

Come sottolineato spesso in contesti di analisi sociologica e fenomenologica (penso ad esempio alle riflessioni sulla gestione dello spazio pubblico e dei corpi nelle istituzioni), il rischio è che il “sistema” prevalga sul “singolo”, creando quello che alcuni definiscono un disordine visivo e morale nelle vite dei più fragili.

La critica all’impreparazione

non vuole colpevolizzare l’intera categoria, ma evidenziare come le lacune di sistema e le mancanze individuali possano trasformare un servizio di aiuto in uno strumento di trauma .

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