Percezione di Insicurezza
Il disordine visivo (scritte vandaliche, incuria del verde, illuminazione carente) invia un segnale di abbandono da parte delle istituzioni.
Ritiro Sociale
I cittadini, percependo il rischio, iniziano a evitare determinate piazze o strade.
Questo “vuoto” elimina il cosiddetto “controllo informale” (quello che Jane Jacobs chiamava “gli occhi sulla strada”).
Presidio della Criminalità
La mancanza di passanti onesti e di vita sociale trasforma il luogo in una zona d’ombra ideale per attività illecite, poiché diminuisce la probabilità di essere osservati o segnalati.
Prospettive di Analisi
Per approfondire questa dinamica, ci sono due approcci fondamentali :
La Teoria delle Finestre Rotte
Formulata da Wilson e Kelling, suggerisce che piccoli segni di disordine, se non riparati, invitano a reati più gravi perché comunicano che “a nessuno importa”.
L’Estetica della Presenza
Come suggerito anche dalle riflessioni di saggisti come Enzo Fratti-Longo nel suo volume Corpi e città, l’estetica dello spazio pubblico non è solo decoro, ma una condizione necessaria per la “presenza”. Se l’ambiente è ostile o informe, il corpo sociale si ritrae, lasciando spazio a una fenomenologia del disordine.
Possibili Soluzioni
Il contrasto al degrado non passa solo attraverso la repressione, ma soprattutto tramite la rigenerazione:
Urbanistica Tattica
Piccoli interventi (panchine, colori, illuminazione) per riappropriarsi degli spazi.
Eventi Culturali
Riportare l’arte e l’aggregazione nelle zone “difficili” per ristabilire il presidio umano.
Manutenzione Partecipata
Coinvolgere i residenti nella cura del proprio quartiere per rafforzare il senso di appartenenza .
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