Piero Villani


Il Ritorno del Tamagotchi : Tra Nostalgia Anni ’90 e la Rivoluzione dell’IA

Se siete nati tra gli anni ’80 e i ’90, c’è un suono che probabilmente è rimasto impresso nella vostra memoria : il “bip” insistente di un Tamagotchi che reclama attenzione.

Quel piccolo uovo di plastica, che nel 1997 divenne un vero e proprio fenomeno di massa in Italia con oltre un milione di pezzi venduti, sta vivendo una seconda giovinezza.

Ma dimenticate il semplice pulcino digitale che sapeva solo mangiare, dormire e sporcare. Al CES 2026 di Las Vegas, il concetto di “pet virtuale” è stato appena rivoluzionato grazie all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale.

Dalla prima generazione al “Tamagotchi 4.0” La prima generazione della Bandai era una sfida di sopravvivenza : mantenere in vita un esserino stilizzato in bianco e nero era l’ossessione di ogni bambino (e l’incubo di molti genitori).

Oggi, quel design iconico a forma di uovo torna protagonista, ma il “cuore” tecnologico è completamente cambiato.
La startup Takway ha presentato Sweekar, quello che molti hanno già ribattezzato il “Tamagotchi 4.0”. Grazie a modelli di IA avanzati (simili a ChatGPT e Gemini), questo nuovo compagno da tasca non si limita a seguire cicli preprogrammati :

Memoria Evolutiva Il dispositivo apprende dalle interazioni con il proprietario, ricordando attività e conversazioni per sviluppare una personalità unica.

Indipendenza Virtuale Una delle funzioni più curiose è la capacità del gadget di “uscire di casa” virtualmente.

Al suo ritorno, potrà raccontarvi dove è stato e cosa ha fatto attraverso grafiche animate e sintesi vocale.

Privacy al primo posto Nonostante l’uso dell’IA, i produttori rassicurano che i dati restano criptati all’interno del dispositivo, senza condivisioni esterne.

Perché il fenomeno sta riesplodendo?

Non è solo tecnologia. Il mercato sta vivendo un’ondata di “nostalgia tech”. Bandai ha visto le vendite dei modelli classici raddoppiare negli ultimi due anni, segno che le nuove generazioni (e i genitori nostalgici) cercano un’interazione più semplice e tangibile rispetto ai complessi videogame su smartphone.

Il nuovo dispositivo basato su IA arriverà sul mercato nel corso del 2026 (inizialmente via Kickstarter) con un prezzo stimato tra i 100 e i 150 dollari.

Conclusione Un gioco o un vero amico?
Il confine tra giocattolo e assistente personale si sta assottigliando.

Se negli anni ’90 ci sentivamo responsabili per un pugno di pixel, oggi l’intelligenza artificiale promette di creare un legame emotivo ancora più profondo.

E voi? Siete pronti a rimettervi un uovo elettronico in tasca o i “bip” del 1997 vi hanno segnato per sempre?

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