La sindrome dell’impostore è un’esperienza psicologica molto comune, caratterizzata dall’incapacità di interiorizzare i propri successi e dal timore costante di essere smascherati come “frodatori”. Nonostante prove evidenti di competenza, chi ne soffre è convinto di non meritare ciò che ha ottenuto, attribuendo i traguardi alla fortuna, al tempismo o all’aver ingannato gli altri.
Ecco un’analisi strutturata per comprendere e affrontare questo fenomeno : Identikit del “finto impostore”
Il termine fu coniato nel 1978 dalle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes.
Si manifesta generalmente attraverso tre pilastri :
Convinzione di aver ingannato gli altri Credere che le persone abbiano una visione troppo alta delle proprie capacità.
Attribuzione esterna Dare il merito dei successi a fattori esterni (fortuna, conoscenze, caso) anziché alle proprie abilità.
Paura del fallimento Il timore che un errore futuro possa rivelare la propria presunta “inadeguatezza”.
I 5 profili classici
La dottoressa Valerie Young ha identificato diverse tipologie di persone colpite :
Il Perfezionista Si pone obiettivi talmente alti che, anche se raggiunge il 99% del risultato, si concentra solo sull’1% mancante.
Il Genio Naturale Se deve faticare per imparare qualcosa, pensa di non essere portato o di essere un fallimento.
L’Individualista Crede di dover fare tutto da solo; chiedere aiuto è visto come un segno di debolezza o incompetenza.
L’Esperto Sente di non sapere mai abbastanza e ha paura di essere interrogato su dettagli che non conosce.
Il Superuomo/Superdonna Si sforza di eccellere in ogni ambito della vita (lavoro, famiglia, hobby) per dimostrare il proprio valore.
Strategie per gestirla
È importante ricordare che la sindrome dell’impostore non è un disturbo clinico, ma una reazione a determinate pressioni sociali o personali.
Riconosci i fatti Quando senti di “non valere”, scrivi una lista dei tuoi successi oggettivi. I fatti sono più forti delle sensazioni.
Condividi il peso Parlarne con colleghi o mentori aiuta a capire che è un sentimento diffuso. Anche professionisti di altissimo livello ne soffrono.
Ridefinisci il fallimento Accetta che l’errore è una parte necessaria dell’apprendimento, non la prova della tua incompetenza.
Smetti di confrontarti Il confronto avviene spesso tra il tuo “dietro le quinte” (i tuoi dubbi) e il “palcoscenico” degli altri (quello che scelgono di mostrare).
Nota di riflessione Spesso la sindrome dell’impostore colpisce proprio le persone più competenti e riflessive (un fenomeno legato all’effetto Dunning-Kruger, dove chi sa molto è più consapevole di quanto ancora ci sia da imparare).

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