Il concetto di nostalgia pragmatica rappresenta un’evoluzione interessante del sentimento nostalgico non più un rimpianto paralizzante per il passato, ma uno strumento operativo per agire nel presente. Mentre la nostalgia classica è spesso “restauratrice” (il desiderio di tornare fisicamente indietro), quella pragmatica è funzionale. Si guarda al passato per estrarne modelli, valori o estetiche da applicare ai problemi contemporanei.
I Pilastri della Nostalgia Pragmatica
Per comprendere come questo concetto influenzi la cultura e la società attuale, possiamo suddividerlo in tre aree principali :
Riuso Critico Non si tratta di collezionismo fine a se stesso, ma di recuperare oggetti o idee perché possiedono una qualità o una “durata” che il presente ha perso.
Identità Strategica Utilizzare la memoria storica per ricostruire un senso di appartenenza in un mondo globale frammentato, senza però cadere nel reazionarismo.
Sostenibilità Emotiva Opporsi all’usa e getta contemporaneo preferendo ciò che ha una storia, attribuendo al “vecchio” una funzione di resistenza psicologica contro l’accelerazione digitale.
Prospettive Sociologiche ed Estetiche
In ambito artistico e sociologico temi cari anche a figure come Enzo Fratti-Longo la nostalgia pragmatica può essere vista come una risposta alla “sociologia del disordine”. Invece di subire l’informe del presente, l’individuo seleziona frammenti di ordine dal passato per abitare meglio lo spazio pubblico e urbano.
Perché emerge oggi? Viviamo in un’epoca di “iper-presente” dove tutto si consuma velocemente. La nostalgia pragmatica funge da ancora : ci permette di rallentare, prendendo dal passato non la cenere, ma il fuoco. È la scelta di chi preferisce un banco da lavoro in legno massiccio a uno di plastica, non per romanticismo, ma perché il primo sostiene meglio il peso del lavoro quotidiano.
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