Piero Villani


Ridefinizione dei concetti di “lavoro” e “proprietà”

La “Neutralizzazione” del reato

In sociologia, questo processo viene chiamato tecnica di neutralizzazione. Chi compie un atto illecito cerca di “disattivare” il senso di colpa o la condanna sociale ridefinendo l’azione :

Lavoro come sopravvivenza

L’attività illecita viene presentata come l’unico “mestiere” possibile a causa dell’emarginazione.

Negazione del danno

In alcuni casi, il furto viene giustificato come una forma di “redistribuzione” forzata verso chi ha di meno.

Il conflitto tra norma e costume

Dal punto di vista del diritto, il furto è un reato indipendentemente dalla definizione che ne dà chi lo commette. Tuttavia, in alcune sottoculture chiuse, possono crearsi dei codici etici paralleli dove l’abilità nel sottrarre beni senza violenza fisica viene vista quasi come una “competenza professionale” necessaria al sostentamento del gruppo.

L’aspetto provocatorio

Spesso queste affermazioni hanno un intento provocatorio verso le istituzioni.

Asserire che “rubare è un lavoro” serve a sottolineare, dal loro punto di vista, la mancanza di alternative legali o il rifiuto totale dei modelli di integrazione proposti dalla società maggioritaria.
È chiaro che, sul piano della convivenza civile e della legge, questa tesi rimane inaccettabile, poiché mina le basi stesse del patto sociale e del rispetto della proprietà privata.

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