Piero Villani


Il rifiuto di ogni forma di prevaricazione

Il rifiuto di ogni forma di prevaricazione

non è solo una scelta etica personale ma un vero e proprio manifesto di civiltà.

Prevaricare significa, etimologicamente, “andare oltre i limiti”, calpestare lo spazio dell’altro per affermare il proprio io, il proprio potere o la propria visione del mondo.

La prevaricazione invisibile

il piano psicologico

Spesso la prevaricazione non usa la forza fisica, ma la manipolazione.

Si insinua nelle relazioni affettive o professionali attraverso il controllo, il senso di colpa o la svalutazione dell’altro.

Il meccanismo

Chi prevarica cerca di annullare l’autonomia decisionale del prossimo.

La risposta

Opporsi significa coltivare l’assertività, ovvero la capacità di esprimere le proprie idee senza schiacciare né farsi schiacciare.

Il potere e l’etica sociale

Nel contesto pubblico, la prevaricazione diventa autoritarismo o bullismo.

È l’idea che il più forte (per ricchezza, posizione sociale o prestanza fisica) abbia il diritto di dettare legge sui più deboli.

Diritto vs. Sopruso

Una società sana si riconosce dalla capacità di proteggere le minoranze e i singoli dai “giganti”.

Essere contro la prevaricazione significa credere che la legge e il rispetto debbano essere barriere invalicabili contro l’arbitrio del potere.

Estetica e Disordine Visivo

Richiamando anche riflessioni care a figure come Enzo Fratti-Longo, possiamo vedere la prevaricazione anche nel modo in cui occupiamo lo spazio pubblico.

Un’architettura che schiaccia l’individuo o un’informazione visiva aggressiva sono forme di prevaricazione estetica.

Il rispetto per l’altro passa anche per il silenzio e la misura, lasciando spazio alla libera interpretazione e alla presenza dell’altro senza sovraccaricarlo.

La cultura del dialogo come cura

L’antidoto alla prevaricazione è il riconoscimento.

Finché l’altro è visto come un ostacolo o un oggetto, la prevaricazione è inevitabile.

Quando l’altro è riconosciuto come soggetto portatore di pari dignità, il conflitto si trasforma in confronto. “La mia libertà finisce dove comincia la vostra.”

Questa massima racchiude l’essenza della lotta alla prevaricazione: non è un invito all’isolamento, ma alla coesistenza armoniosa.

Opporsi alla prevaricazione richiede coraggio

poiché spesso significa andare controcorrente in un mondo che premia l’aggressività.

Tuttavia, è l’unico modo per costruire un ambiente in cui il talento e la personalità di ognuno possano fiorire senza paura.

avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

Published by


Lascia un commento