La distinzione tra lo scroccone sociale e quello seriale non è solo una questione di soldi, ma di postura esistenziale e di metodo. Sebbene entrambi gravitino attorno alle risorse altrui, le loro motivazioni e l’impatto che hanno sulle relazioni cambiano radicalmente.
L’improvvisazione dello Scroccone Sociale Lo scroccone sociale è spesso un opportunista dell’ultimo minuto, una figura che si muove spinta dalla pigrizia o da una cronica disorganizzazione. Non c’è un piano a lungo termine dietro le sue azioni: approfitta della situazione perché è comoda. È quello che chiede un tiro di sigaretta, un passaggio “perché siamo di strada” o che si aggrega a un aperitivo sapendo che qualcuno offrirà il primo giro.
Il suo comportamento è intermittente e profondamente legato al contesto. Spesso prova un sincero, seppur passeggero, senso di imbarazzo se viene messo di fronte alla sua mancanza di reciprocità.
Nello scroccone sociale il danno è contenuto e il legame affettivo rimane prioritario rispetto al guadagno materiale; la sua è più una cattiva abitudine che una strategia di vita.
Il metodo dello Scroccone Seriale Al polo opposto troviamo lo scroccone seriale, un vero professionista della manipolazione relazionale. Per lui, lo scrocco non è un incidente di percorso, ma un sistema collaudato. Agisce con premeditazione, studiando le sue vittime e individuando i soggetti più generosi o quelli che, per educazione, fanno fatica a dire di no.
Lo scroccone seriale non dimentica mai il portafoglio per errore: lo fa con precisione chirurgica. La sua psicologia è priva di sensi di colpa. Vive con l’idea che le risorse altrui siano, in qualche modo, a sua disposizione, spesso giustificandosi con una presunta superiorità intellettuale o carismatica. Quando il suo comportamento viene scoperto o il gruppo inizia a mostrare insofferenza, non cerca di rimediare, ma cambia scenario.
È un nomade sociale che migra da un gruppo all’altro, lasciandosi dietro una scia di risentimento e conti in sospeso. Se lo scroccone sociale è un parassita occasionale, quello seriale trasforma il parassitismo in un’estetica del vivere a scrocco, dove l’altro è visto esclusivamente come un fornitore di servizi.
avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”
Lascia un commento