Piero Villani


Esther Schipper

Esther Schipper rappresenta una figura centrale nel panorama del mercato dell’arte contemporanea internazionale, avendo saputo trasformare una visione pionieristica in un sistema globale di gallerie che oggi toccano Berlino, Parigi e Seul. Nata a Taiwan nel 1963 e cresciuta a Parigi, Schipper ha iniziato la sua carriera a Colonia alla fine degli anni ottanta, in un momento in cui la scena artistica era ancora dominata dal neo-espressionismo.

La sua intuizione è stata quella di scommettere su artisti che sfidavano i formati espositivi tradizionali, privilegiando l’arte concettuale, performativa e le opere basate sul tempo, allora considerate difficilmente vendibili.
L’apertura della sua prima galleria nel 1989 è stata segnata dalla collaborazione con il collettivo General Idea, un sodalizio che dura ancora oggi attraverso la gestione della loro eredità artistica.
In quegli anni di formazione, ha consolidato legami con artisti che avrebbero poi definito l’estetica degli anni novanta e duemila, tra cui Liam Gillick, Philippe Parreno, Dominique Gonzalez-Foerster e Angela Bulloch. Il trasferimento a Berlino nel 1997 ha segnato il definitivo passaggio della galleria verso una dimensione istituzionale e discorsiva.

Schipper ha concepito lo spazio non solo come luogo di vendita, ma come laboratorio critico, sostenendo progetti di ricerca complessi di figure come Pierre Huyghe, Thomas Demand e Ugo Rondinone.
Negli ultimi anni, la galleria ha continuato a espandersi, acquisendo nel 2015 la Johnen Galerie e aprendo nuove sedi in Asia e in Francia. Questo sviluppo testimonia la capacità di Esther Schipper di mantenere una coerenza intellettuale rara, riuscendo a far dialogare le avanguardie storiche del concettuale con le nuove generazioni di artisti come Hito Steyerl e Anicka Yi.

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