Piero Villani


L’olfatto e l’estremo confine dell’altro

Esiste una soglia oltre la quale la vicinanza smette di essere accoglienza per farsi invasione, un punto di rottura in cui la grammatica dei sentimenti cede il passo alla spietata logica della biologia.

Il rifiuto che nasce da una saturazione dei sensi non è un semplice atto di intolleranza, ma la constatazione di un’estraneità definitiva che precede ogni possibile giustificazione intellettuale.

In questa dinamica, l’odore smette di essere un attributo per farsi barriera, definendo il perimetro invalicabile di un corpo che non è più riconosciuto come proprio o familiare.

È il naufragio della sintonia viscerale, dove il linguaggio si riduce al grado zero e la verità si manifesta nella forma di una repulsione ancestrale che nega ogni residua forma di cortesia sociale.

L’addio non passa più attraverso il conflitto delle idee, ma si risolve nel silenzio di un’estetica quotidiana che ha smarrito la sua capacità di armonizzare le presenze nello spazio condiviso.

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