Piero Villani


Donne cinesi coinvolte nel mercato del sesso in Italia

Il fenomeno delle donne cinesi che si trovano coinvolte nel mercato del sesso in Italia è una realtà complessa che sfugge spesso alle semplificazioni della cronaca nera.

Si tratta di un segmento migratorio con caratteristiche peculiari, dove il concetto di “svendersi” si scontra con dinamiche di debito, aspettative familiari e una gestione sommersa del territorio.

A differenza di altre rotte della tratta, le donne cinesi coinvolte in queste attività hanno spesso un’età media più alta, tra i 40 e i 50 anni, e provengono frequentemente dalle regioni del Nord-Est della Cina.

Molte di loro giungono in Italia dopo aver perso il lavoro nelle industrie statali cinesi a causa delle riforme economiche, portando con sé un bagaglio di scolarizzazione medio-alta ma poche prospettive nel nuovo contesto urbano italiano.

L’invisibilità è la cifra stilistica di questa condizione, poiché il fenomeno si consuma quasi esclusivamente “al chiuso”, all’interno di appartamenti o centri massaggi che operano come moderne case chiuse.

Questa scelta spaziale non risponde solo a un’esigenza di discrezione logistica, ma riflette la volontà di evitare la pressione delle forze dell’ordine e il giudizio sociale della propria comunità.

Spesso l’ingresso in questo circuito non avviene tramite rapimento, ma attraverso un debito contratto per il viaggio e i documenti, che trasforma la ricerca di un riscatto economico in una forma di assoggettamento prolungato.
Il legame con la famiglia in Cina rimane il motore principale: il denaro inviato serve a pagare gli studi dei figli o a garantire una vecchiaia dignitosa ai genitori, creando un paradosso dove il sacrificio individuale sostiene il prestigio sociale in patria.

La barriera linguistica agisce come un ulteriore elemento di isolamento, rendendo queste donne dipendenti da figure intermedie, come le “telefoniste”, che gestiscono i contatti con i clienti e filtrano il rapporto con il mondo esterno.
Questa struttura gerarchica e sommersa rende estremamente difficile per i servizi sociali intercettare le vittime e offrire percorsi di fuoriuscita che non siano percepiti come una minaccia alla loro unica fonte di reddito.

avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

Published by


Lascia un commento