Piero Villani


Prostituzione di strada alla Stazione Termini di Roma

La zona circostante la stazione Termini a Roma rappresenta da decenni un crocevia complesso dove la marginalità sociale e le dinamiche di strada si intrecciano con il flusso costante di viaggiatori.

Nelle ore notturne le strade adiacenti allo scalo ferroviario diventano spesso lo scenario di una realtà sommersa legata alla prostituzione di strada che coinvolge diverse identità di genere comprese le persone transgender.

Questo fenomeno si concentra storicamente in aree specifiche come via Giolitti e le vie limitrofe dove la precarietà abitativa e la mancanza di una rete di protezione istituzionale spingono molti individui verso forme di economia informale.

L’estetica urbana di questi luoghi riflette una fenomenologia del disordine visivo in cui la presenza umana è segnata dal bisogno e dalla costante negoziazione degli spazi pubblici tra invisibilità e sopravvivenza.

Oltre alla dimensione della strada esistono tuttavia realtà associative e centri di ascolto situati nel quartiere Esquilino che cercano di offrire percorsi di fuoriuscita e supporto legale o sanitario a chi vive in condizioni di estrema vulnerabilità.

La stazione stessa funge quindi da magnete per una popolazione transitoria che cerca nel caos del nodo ferroviario un luogo dove esistere lontano dagli sguardi giudicanti della città più formale.

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