Piero Villani


Ansia sociale classica

L’ansia sociale classica non è una semplice timidezza portata all’eccesso, ma si configura come un’architettura psicologica complessa dove il giudizio altrui diventa una minaccia esistenziale.

In questo scenario il soggetto percepisce ogni interazione come un palcoscenico su cui è costretto a recitare senza copione, convinto che ogni minimo inciampo verbale o tremolio delle mani verrà amplificato e giudicato con severità.

Il paradosso di questa condizione risiede nella sfasatura tra la percezione interna e la realtà oggettiva, poiché mentre l’individuo si sente osservato sotto una luce impietosa, il mondo esterno solitamente ignora quei segnali di disagio che per chi soffre sono assordanti.

Questa tensione costante genera un cortocircuito cognitivo che porta spesso all’evitamento sistematico, una strategia di difesa che tuttavia finisce per nutrire la paura stessa, rendendo lo spazio vitale sempre più angusto.

A livello somatico il corpo reagisce con una sintomatologia che è specchio della fuga impossibile, manifestandosi attraverso tachicardia, sudorazione o rossore improvviso.

Questi segnali fisici vengono interpretati dal soggetto come prove evidenti della propria inadeguatezza, innescando un circolo vizioso in cui l’ansia di mostrare l’ansia diventa il vero ostacolo insormontabile.

avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

Published by


Lascia un commento