La biblioteca sospesa nel vuoto
L’incuria che emerge dalle immagini di Niscemi non rappresenta soltanto un cedimento strutturale, ma una vera e propria ferita inferta alla memoria collettiva e al patrimonio civile.
Vedere una biblioteca sospesa nel vuoto, con i volumi esposti all’erosione del tempo e del fango, restituisce l’immagine plastica di un abbandono istituzionale che precede di molto il crollo fisico.
La mancata messa in sicurezza dei libri, prima che l’edificio diventasse inaccessibile, configura una negligenza che va oltre il danno materiale, poichè i libri non sono semplici oggetti, ma i pilastri silenziosi su cui poggia l’identità di una comunità.
Questo scenario di distruzione documentata dai droni evidenzia una sottovalutazione colpevole del rischio idrogeologico, che in Italia continua a divorare pezzi di storia sotto lo sguardo impotente, o peggio indifferente, di chi avrebbe il dovere della tutela.
Il vuoto che si è aperto sotto le fondamenta della biblioteca di Niscemi riflette il vuoto di una politica culturale che troppo spesso interviene solo per constatare le macerie, dimenticando che la conservazione è un atto di resistenza quotidiana contro il degrado.
Piero Villani
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