Piero Villani


Parassitismo acuto

Il concetto di parassitismo acuto si manifesta spesso come una patologia sottile del tessuto sociale e relazionale, dove l’individuo non si limita a beneficiare delle risorse altrui, ma finisce per prosciugarle sistematicamente.

Questa dinamica non riguarda solo la dimensione materiale, ma si insinua prepotentemente in quella energetica e creativa, agendo come una forza centrifuga che svuota di senso l’altruismo di chi accoglie.

Nell’analisi di tale fenomeno, emerge come il parassita non cerchi un’interazione, bensì una sostituzione funzionale, delegando all’altro la responsabilità della propria stessa esistenza e delle proprie mancanze.

Si instaura così un equilibrio tossico in cui la vitalità della vittima viene sacrificata per alimentare una stasi perenne, trasformando la relazione in un processo di logoramento che impedisce qualsiasi forma di crescita reciproca.
Riconoscere questa forma acuta di dipendenza indotta è il primo passo per ristabilire i confini della propria identità, impedendo che l’empatia diventi il varco attraverso cui si consuma la propria rovina interiore.

In definitiva, il parassitismo acuto rappresenta la negazione dell’autonomia, un paradosso dove la sopravvivenza di uno dipende dall’indebolimento costante dell’altro.

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