La contessa Mariastelladiluce abitava un appartamento dai soffitti altissimi nel cuore pulsante della città vecchia.
Le pareti erano adornate da stucchi dorati e velluti pesanti che sembravano assorbire ogni sussurro indiscreto.
Nonostante gli anni avessero segnato il calendario la sua bellezza conservava un’aura magnetica fatta di sguardi velati e movenze feline.
Rimasta vedova in un’età ancora vibrante aveva trasformato la solitudine in un palcoscenico privato per i propri desideri più inconfessabili.
Il portone di quercia della dimora signorile era un confine magico tra l’apparenza e il vizio.
Dietro quella soglia Mariastelladiluce coltivava un’agenda fitta di nomi e volti che spaziavano dal giovane professionista rampante all’uomo maturo di potere.
La sua brama di essere corteggiata non conosceva sazietà e si traduceva in incontri carnali vissuti con una libertà assoluta e priva di ogni morale comune.
Ogni stanza della casa diventava teatro di una libidine metodica che si consumava nel silenzio ovattato di tappeti persiani e luci soffuse.
I parenti la visitavano raramente convinti che la zia vivesse una devota e malinconica vecchiaia tra letture e beneficenza.
Nessuno sospettava che quel via vai di uomini fosse in realtà una processione di amanti pronti a soddisfare ogni suo capriccio erotico.
Elena era una maestra nel gestire gli orari e le coincidenze evitando che due sguardi maschili si incrociassero mai nell’androne.
Riusciva a mascherare l’oscenità delle sue giornate con una grazia aristocratica che disarmava qualunque possibile maldicenza dei vicini.
Agli occhi del mondo lei restava l’esempio della vedova impeccabile e della donna d’altri tempi dotata di una dignità incrollabile.
La sua capacità di scindere la carnalità più cruda dalla rappresentazione pubblica rasentava la perfezione teatrale.
Mentre la notte si consumava in amplessi senza ritegno il mattino la ritrovava puntuale a messa o al circolo culturale.
Morirà circondata dall’affetto sincero di chi la crederà fino all’ultimo un fiore di onestà e compostezza.
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