I maestri della regia nel teatro russo del Novecento di Angelo Maria Ripellino è considerato un romanzo-saggio fondamentale sulla cultura teatrale russa del primo Novecento.
L’opera non si limita a una cronaca storica, ma rievoca le tendenze dell’arte e del gusto dell’epoca attraverso i grandi protagonisti della regia.
I contenuti principali si articolano attraverso l’analisi di figure centrali come Stanislavskij, Mejerchol’d, Vachtangov e Tairov.
Il testo esplora momenti cruciali come la messa in scena de Il gabbiano di Čechov al Teatro d’Arte di Mosca nel 1898, evidenziando il passaggio verso nuove forme espressive e il recupero del “corso subacqueo” dei sentimenti.
Ripellino descrive il teatro come una “bottega delle minuzie”, dove la finzione del trucco si intreccia con la sostanza profonda dell’anima e dell’esistenza.
L’indice dell’opera comprende capitoli dedicati al Liberty, alla biomeccanica di Mejerchol’d, alla tragedia e al rovescio dell’arlecchinata, concludendosi con una riflessione sul ritorno e la morte del “figliol prodigo”.
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