Piero Villani


La metafora del giaguaro

La metafora del giaguaro da smacchiare resta uno dei momenti più iconici e discussi della comunicazione politica italiana recente, nata durante la campagna elettorale per le politiche del 2013.

Pier Luigi Bersani utilizzò questa espressione per indicare l’intento di sconfiggere definitivamente l’influenza di Silvio Berlusconi, paragonando la rimozione delle macchie del felino alla rimozione di un sistema di potere radicato.

Il tentativo di utilizzare un linguaggio popolare e metaforico si rivelò però un’arma a doppio taglio, poiché la frase venne percepita da molti come eccessivamente colloquiale o inadeguata alla gravità della crisi economica di quegli anni.

L’immagine del giaguaro finì per oscurare i contenuti programmatici della coalizione, diventando oggetto di satira e meme ancor prima che il termine diventasse di uso comune nei social media.

Quell’episodio segnò profondamente il destino della segreteria Bersani, culminando in un risultato elettorale che non portò alla maggioranza sperata e aprendo una fase di stallo istituzionale senza precedenti.

L’espressione oggi è citata nei manuali di comunicazione come esempio di come una figura retorica possa sfuggire al controllo del suo autore, trasformandosi da promessa di vittoria in simbolo di un’occasione mancata.

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