Post quotidiani con Flash&News

Spesso riduciamo la conoscenza a una forma di accumulo

Spesso riduciamo la conoscenza a una forma di accumulo, un archivio mentale dove stipiamo informazioni come oggetti in un magazzino polveroso.

Questa visione quantitativa trasforma il sapere in un possesso statico, una sorta di rassicurazione intellettuale che ci illude di dominare la realtà semplicemente nominandola.

In questo processo di stratificazione, rischiamo però di smarrire la capacità di meravigliarci e di connettere i frammenti in un disegno organico.

La vera conoscenza non risiede nel numero di dati trattenuti, ma nella qualità dei legami che riusciamo a stabilire tra di essi e nella nostra capacità di lasciarcene trasformare.

Conoscere dovrebbe essere un atto di sottrazione e di scavo, un modo per liberare lo sguardo dalle sovrastrutture e ritrovare l’essenza pulsante di ciò che osserviamo.

Quando il sapere smette di essere un peso da trasportare e diventa una lente attraverso cui guardare il mondo, esso cessa di essere accumulo per farsi finalmente esperienza.

avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

Lascia un commento