Camouflage

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Il camouflage non è una semplice tecnica di mascheramento ma rappresenta una complessa strategia di negoziazione visiva tra un corpo e lo spazio che lo circonda.

Nato nell’ambito della sottomissione militare per confondere l’osservatore e neutralizzare la figura sullo sfondo esso si è progressivamente evoluto in un codice estetico e sociologico di straordinaria densità.

La sua essenza risiede nella decostruzione della percezione ordinaria.
Attraverso la frammentazione delle linee e l’alterazione dei contrasti cromatici il camouflage non punta tanto a rendere invisibili quanto a rendere l’oggetto indecifrabile per l’occhio umano.

La superficie cessa di essere un confine netto e si trasforma in una trama ambigua che assorbe la luce e inganna la profondità.

Nelle dinamiche urbane e culturali contemporanee questo concetto assume un significato speculare e quasi paradossale.

Se in origine serviva a scomparire per sopravvivere oggi viene spesso esibito come segno di appartenenza o come corazza estetica.

Diventa una divisa metropolitana che paradossalmente attira lo sguardo proprio mentre mima l’atto del nascondersi rivelando la costante tensione dell’individuo tra il desiderio di anonimato e la necessità di affermazione identitaria.

avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

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