Porto Flavia

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Il gigante di pietra sospeso sul mare

Rappresenta uno dei più straordinari capolavori di archeologia industriale al mondo.

La sua struttura sfida visivamente la gravità e la roccia stessa, unendo in un solo abbraccio l’ingegno umano e la selvaggia bellezza della costa di Iglesias, nella Sardegna sud-occidentale.

Per comprendere l’importanza di questo luogo occorre fare un salto indietro nel tempo, precisamente fino agli anni Venti del Novecento.

All’epoca la zona del Sulcis-Iglesiente era il cuore pulsante dell’attività mineraria italiana e dai giacimenti circostanti si estraevano tonnellate di zinco e piombo.

Esisteva tuttavia un enorme problema logistico legato al trasporto, poiché i minerali dovevano essere caricati a spalla dai minatori su piccole imbarcazioni a vela, i bilancini, per essere trasportati fino a Carloforte e da lì imbarcati su navi più grandi.

Questo processo si rivelava lento, costoso e pericoloso, e subiva frequenti interruzioni a causa delle condizioni meteorologiche e delle mareggiate.
La svolta decisiva arrivò nel 1924 grazie all’ingegnere Cesare Vecelli.

Egli progettò un sistema rivoluzionario che prevedeva lo scavo di due gallerie sovrapposte lunghe circa 600 metri all’interno della scogliera.

L’ingegner Vecelli battezzò questa incredibile opera d’arte ingegneristica Porto Flavia, proprio in onore della sua primogenita Flavia.

La facciata esterna, che funge da sbocco sul mare per la galleria superiore, fu progettata con uno stile elegante e quasi medievaleggiante, arricchita da una torretta, archi a tutto sesto e una maestosa scritta scolpita nella pietra.

Oggi i visitatori si affacciano ai camminamenti e alle balconate protette per godere di una vista mozzafiato sul faraglione di Pan di Zucchero, il celebre monumento naturale in calcare che domina questo tratto di mare.

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“Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

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