pseudonimo di Max Ihlenfeld (Berlino, 4 luglio 1895 – Saint-Tropez, 31 maggio 1971), è stato un importante pittore italiano del Novecento.
Nato in Germania da madre giovane e di origine alto borghese, fu allevato a Firenze, dove visse sotto una falsa identità familiare fino all’adolescenza.
Trasferitosi a Milano nel 1909, entrò in contatto con il movimento futurista, ma poi si allontanò da questa corrente per avvicinarsi al cubismo e al purismo, sviluppando uno stile personale caratterizzato da una rigida geometrizzazione delle figure e da un forte richiamo all’arte antica, in particolare egizia, etrusca, cretese e pompeiana.
Nel 1919 si trasferì a Parigi come corrispondente del Corriere della Sera, dove iniziò a dipingere frequentando ambienti artistici come quelli di Montparnasse e il gruppo degli “Italiens de Paris” insieme a Giorgio de Chirico, Gino Severini e altri.
La sua prima personale si tenne nel 1923 a Roma, e da allora partecipò a importanti esposizioni in Europa.
Campigli fu anche un apprezzato frescante: realizzò affreschi per il Palazzo di Giustizia di Milano, la Biennale di Venezia e l’Università di Padova, tra gli altri.
La sua arte si caratterizza per figure stilizzate, spesso femminili, che sembrano emergere da epoche lontane, con colori delicati e atmosfere sospese tra modernità e classicità.
Durante la Seconda Guerra Mondiale si rifugiò a Venezia, per poi tornare a Milano dove proseguì la sua attività artistica, esponendo in tutto il mondo.
Morì a Saint-Tropez nel 1971, lasciando un’eredità significativa nella pittura italiana del Novecento .
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