Moschea blu ufficialmente chiamata Sultanahmet Camii, è una delle moschee più importanti di Istanbul, costruita tra il 1609 e il 1616 su ordine del sultano Ahmed I per riaffermare il potere ottomano dopo una serie di sconfitte militari.
Si trova nel quartiere Sultanahmet, di fronte alla Basilica di Santa Sofia e all’antico ippodromo bizantino.
L’architetto responsabile fu Sedefkar Mehmed Agha, allievo del celebre Mimar Sinan.
La moschea è famosa per i suoi interni decorati con oltre 21.000 piastrelle di ceramica blu, che le danno il nome, e per le sue 260 finestre che illuminano la sala di preghiera creando un’atmosfera suggestiva.
La struttura presenta cinque grandi cupole e sei minareti, un numero unico per Istanbul, che unisce elementi dell’arte bizantina e dell’architettura ottomana classica.
La Moschea Blu fu la prima moschea imperiale costruita a Istanbul dopo quella di Solimano il Magnifico, circa quarant’anni prima.
Il sultano Ahmed I utilizzò fondi pubblici per la costruzione, suscitando dissenso tra i dotti religiosi dell’epoca.
La moschea fu inaugurata nel 1617, un anno dopo la morte del sultano, che è sepolto nel mausoleo annesso al complesso.
Nei dintorni si trovano l’Arasta Bazaar, un mercato storico, e altri importanti siti storici di Istanbul.
La Moschea Blu è oggi una delle attrazioni più visitate e simboliche della città.
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