Via Labicana è una delle più antiche strade romane, nata probabilmente come sentiero sin dai tempi preistorici e attestata storicamente dal 418 a.C., quando il dittatore Quinto Servilio Prisco conquistò la città di Labicum (oggi Labico) .
Questa via nasce come percorso alternativo all’antica Via Latina, mantenendosi su un tracciato più a valle che raramente si copriva di neve, facilitando così i trasporti.
Partiva dal Foro Romano, attraversava la Suburra, saliva sull’Esquilino per poi scendere verso Porta Esquilina (oggi Porta Maggiore nelle mura Aureliane) .
Fuori dalle mura, seguiva l’attuale via Prenestina e via del Pigneto, congiungendosi poi con la moderna via Casilina fino a circa il VII miglio (zona Torrenova), per poi proseguire verso Labicum, località posta sulle pendici dei Colli Albani, dove si univa alla Via Latina.
Nel Medioevo il tratto fuori Roma della Via Labicana divenne parte della Via Casilina. Lungo la via si trovano numerosi resti archeologici, tra cui sepolcri e ville romane, e fu luogo di sepoltura dell’imperatore Didio Giuliano.
In sintesi, la Via Labicana collegava Roma con Labicum ed era un’importante arteria viaria dell’antichità, ancora oggi ricordata nella toponomastica urbana romana.
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