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FOSSE ARDEATINE/ECCIDIO/ROMA

Fu una strage compiuta a Roma il 24 marzo 1944, in cui 335 civili e militari italiani, tra prigionieri politici, ebrei e detenuti comuni, furono fucilati dalle truppe tedesche come rappresaglia per un attentato partigiano in via Rasella che aveva ucciso 33 soldati tedeschi.

Le vittime furono trasportate e uccise in antiche cave di pozzolana vicino alla via Ardeatina, scelte per occultare i corpi.

La fucilazione avvenne senza preavviso, in 67 turni, con le vittime costrette a inginocchiarsi e colpite da colpi di pistola alla nuca.

L’eccidio rappresenta uno degli eventi più tragici e simbolici dell’occupazione tedesca a Roma e la più grande strage di ebrei in Italia durante l’Olocausto.

Dopo la guerra, le Fosse Ardeatine sono state trasformate in un sacrario-monumento nazionale, meta di pellegrinaggi e cerimonie commemorative.

Tra i responsabili, l’ufficiale delle SS Herbert Kappler fu arrestato, processato e condannato all’ergastolo, mentre Erich Priebke, suo aiutante, fu estradato dall’Argentina e condannato in Italia negli anni ’90.

Pvl

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