A Venezia si registra un grave problema di borseggi e furti, con una presenza significativa di gruppi organizzati, spesso composti da nomadi e rom, che agiscono in modo aggressivo e violento, anche durante eventi come il Carnevale[1][2][6]. Le borseggiatrici e i borseggiatori operano frequentemente nelle zone turistiche come la stazione di Santa Lucia, Piazzale Roma e Rialto, utilizzando anche bambini per commettere i furti .
Le autorità hanno adottato misure come fogli di via, denunce, sorveglianza speciale e sequestri di beni per contrastare questi fenomeni. Ad esempio, è stata applicata la sorveglianza speciale a una donna responsabile di almeno 17 furti, con il sequestro di 200 mila euro investiti in immobili, per limitare la sua capacità di delinquere . La polizia ferroviaria ha arrestato un borseggiatore che operava sui treni tra Venezia e Mestre, specializzato nel rubare bagagli .
La popolazione locale protesta chiedendo un intervento più deciso, come la cancellazione della legge Cartabia che limita la perseguibilità d’ufficio per questi reati, e un maggiore coinvolgimento dei servizi sociali per proteggere i minori coinvolti nei furti .
In sintesi, Venezia è attualmente ostaggio di bande di borseggiatori, spesso legate a comunità rom e nomadi, che agiscono in modo organizzato e violento, con le autorità impegnate in azioni preventive e repressive ma con richieste di interventi legislativi più severi da parte dei cittadini .
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