Il Jobs Act è una riforma del mercato del lavoro in Italia, promossa dal governo Renzi e attuata tra il 2014 e il 2016. Il suo obiettivo principale era quello di flessibilizzare il mercato del lavoro, incentivando le assunzioni e riducendo la disoccupazione A.
Principali punti della riforma
- Contratto a tutele crescenti: Introduzione di un nuovo contratto a tempo indeterminato con meno garanzie iniziali, ma con tutele che aumentano con l’anzianità.
- Modifica dell’articolo 18: Limitazione della reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, sostituita da un indennizzo economico.
- Riforma degli ammortizzatori sociali: Introduzione della NASpI, un nuovo sistema di indennità di disoccupazione.
- Politiche attive per il lavoro: Creazione dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) per favorire la ricollocazione dei disoccupati.
- Demansionamento: Possibilità per le aziende di assegnare ai lavoratori mansioni inferiori rispetto a quelle previste dal contratto.
La riforma ha suscitato forti dibattiti: da un lato, alcuni sostenevano che avrebbe favorito le assunzioni e la crescita economica; dall’altro, i critici la consideravano una riduzione delle tutele per i lavoratori.

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