Matteo Renzi. Il “bambolotto atteggiato”
C’è chi nasce statista, chi si fa, e chi si assembla.
Renzi, invece, sembra uscito da una scatola di cartone, avvolto nel cellophane della retorica.
Un bambolotto politico parlante, fornito di frasi preimpostate:
“Stai sereno!” “Il futuro è adesso!” “Il Jobs Act vi farà volare!”
Basta tirargli la cordicella, e parte lo slogan. Il movimento delle braccia è limitato ma energico, le mani si muovono come pale eoliche in perenne campagna elettorale.
Ma cos’è il “bambolotto atteggiato”?
È una forma di presenza scenica che mescola entusiasmo prefabbricato e arroganza sorridente.
Non convince del tutto, ma ci crede tantissimo.
Cammina come se stesse entrando in un TED Talk, anche quando sta uscendo da un disastro politico.
Indossa giacche sempre un po’ troppo strette sul petto del destino, come se la Storia fosse un blazer Zara da rendere dopo la conferenza stampa.
Ha quel modo di girare il viso a favore di telecamera che fa pensare a un selfie anche quando parla con Mattarella.
Ride da solo, si risponde da solo, si lancia, si applaude.
Ma attenzione: il bambolotto ha un chip evoluto.
Quando fiuta il declino, si trasforma in editorialista internazionale.
Dorme in aereo, parla con il Financial Times, sorride con la bocca ma sbircia sempre se in sala c’è una telecamera accesa.
Nel kit sono inclusi:
– Il libro scritto in fretta,
– Il microfono personale,
– L’invito a “fare squadra, ma con me capitano e voi figuranti”.
Un giorno, in un mercatino vintage della politica italiana, troveranno uno scatolone pieno di “Matteo Renzi – Edizione Rottamatore”.
Accanto, le istruzioni:
“Tenere lontano da Letta, minoranze interne e referendum costituzionali.”

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